Cosa sono le grotte?

Le grotte sono cavità naturali presenti all’interno delle montagne.

Queste cavità, più o meno grandi e profonde, si sono formate grazie ad un fenomeno chiamato CARSISMO che si manifesta ovunque esistano ROCCE CARBONATICHE (calcari e dolomie).

I fenomeni carsici più conosciuti sono quelli che si sono sviluppati entro ROCCE CALCAREE costituite principalmente da CARBONATO DI CALCIO. Si tratta di rocce sedimentarie, formatesi su fondali di antichi mari grazie soprattutto all’accumulo di gusci di organismi viventi e che, in seguito ai movimenti della terra, sono state innalzate e deposte dove oggi le troviamo.

Queste rocce hanno due caratteristiche importanti: sono stratificate (per sedimentazione dei depositi) e fessurate e questo permette all’ACQUA, che è la maggior responsabile dei fenomeni carsici, di penetrare all’interno della massa rocciosa e di compiere un lavoro lento ma continuo di creazione delle grotte.

 

Il carbonato di calcio è normalmente insolubile in acqua. Se quest’ultima, arricchendosi di ANIDRIDE CARBONICA derivante soprattutto da depositi vegetali superficiali, assume una leggera acidità trasforma il carbonato di calcio in BICARBONATO DI CALCIO solubile, quindi facilmente asportabile.

 

 

 

 

All’interno della montagna l’acqua scende per gravità e forma due zone: la prima, dove vi è scorrimento a pelo libero lungo le fratture della roccia, è detta VADOSA; la seconda, dove l’acqua scorre in condotte sommerse per aver raggiunto uno strato impermeabile, è detta FREATICA.

La separazione fra zona vadosa e zona freatica, in pratica fra zona non sommersa e zona sommersa, è detta LIVELLO BASE.

Oltre questo punto l’acqua uscirà dalla montagna formando una SORGENTE.

Una sorgente può quindi raccogliere acqua da una superficie esterna molto vasta e da un altrettanto vasto sistema carsico. Spesso le sorgenti sono utilizzate ed immesse negli acquedotti: è importantissima la salvaguardia degli ambienti carsici da inquinamenti dovuti ad azioni sconsiderate da parte dell’uomo che si ripercuotono sull’acqua che scaturisce dalle sorgenti.

 

 

Un sistema carsico schematizzato. L’acqua assorbita anche a chilometri di distanza riaffiora nelle sorgenti attive(1) o temporanee (2).

Le sorgenti che non forniscono più acqua si dicono fossili (3).

 

 

Gli ambienti che si sono creati in zone vadose o freatiche hanno particolari caratteristiche che si fondono con l’evolversi, nel corso dei secoli, della cavità.

L’acqua comunque non lavora solo per effetto chimico ma anche fisico: soprattutto nelle zone con maggior portata l’acqua può erodere meccanicamente la roccia, anche grazie alla presenza di sassi trascinati dalla stessa.

Inoltre quando l’acqua scava o corrode la roccia può indebolire pareti o soffitti, causandone il crollo e la formazione di nuovi ambienti.

 

 

L'acqua si infiltra nella roccia tramite fessure microscopiche che, con il passare del tempo, possono diventare pozzi a cielo aperto, porte d'ingresso per una grotta. (Laca del Mimouth, versante nord del Monte Arera -BG- Fotografia A. Corna, G.S.B. le Nottole)

 

 

Una condotta freatica lasciata libera dall'acqua diventa un interessante passaggio per gli speleologi.

Da notare la sezione tonda della galleria.

(Grotte Favot, Parco naturale del Vercors, sud/est della Francia - Fotografia M. Gerosa, Archivio G.S.B. le Nottole)

 

 

L'acqua, con il suo incessante lavoro di erosione, riesce a scavare pozzi di notevole profondità e dimensione.

(Lacca della Seggiovia, Oltre il Colle -BG- Fotografia M. Gerosa, Archivio G.S.B. le Nottole)

 

 

Una condotta è stata scavata sul fondo dall'acqua quando la zona è passata da freatica a vadosa.

(Grotta Forgnone, Rota Imagna -BG- Fotografia Archivio G.S.B. le Nottole)

 

 

Un salone di crollo.

(Cueva del Viento, Stato di Puebla, Messico - Fotografia Archivio spedizione "Tláloc 2008")

 

 

Il calcare però non è la sola roccia solubile in acqua: le grotte si possono formare anche nel sale e nel gesso. Inoltre si può considerare anche il ghiaccio quale “roccia particolare” entro la quale si formano le grotte.

Un fenomeno che non rientra in quelli precedentemente descritti genera le grotte LAVICHE: la lava fusa solidificandosi al contorno può dare origine a gallerie e cavità lunghe anche alcuni chilometri.

 

 

Cavità glaciale.

(Ghiacciaio Gorner, Svizzera - Fotografia C. Mangiagalli, Archivio G.S.B. le Nottole)

 

 

Cavità scavata dall'acqua nel gesso.

(Zubbia Camilleri, Cattolica Eraclea -AG- Fotografia G. Pannuzzo, Archivio G.S.B. le Nottole)

 

 

Il fenomeno carsico nelle rocce carbonatiche porta non solo alla creazione di grotte ma anche alla nascita ed evoluzione delle concrezioni: stalattiti, stalagmiti, veli, vaschette, ecc.

L’acqua che scioglie il calcare conterrà in soluzione bicarbonato di calcio che, per la variazione del contenuto di anidride carbonica nell’acqua stessa, si depositerà sotto forma di carbonato di calcio costruendo una concrezione.

In pratica si può leggere la formula chimica che ha generato la grotta in senso opposto, avendo deposizione di carbonato di calcio.

Una goccia dal soffitto crea una STALATTITE. Se la stessa goccia contiene ancora carbonato di calcio cadendo crea una STALAGMITE.

Stalattiti e stalagmiti possono fondersi dando origine alle COLONNE CALCAREE.

La goccia, scorrendo lungo una parete, crea concrezioni a VELO mentre su pavimenti inclinati il calcare può originare le VASCHETTE, particolari concrezioni che contengono acqua. In queste è possibile trovare le PISOLITI, concrezioni non ancorate a parete o pavimento, quindi libere, che si formano per rotolamento.

Un mondo sempre vario ed affascinante costruito con migliaia d’anni di lavoro dell’acqua.

 

 

La goccia d'acqua deposita il carbonato di calcio e forma le stalattiti.

(Fotografia M. Glanzer, Archivio G.S.B. le Nottole)

 

 

Stalattiti eccentriche: queste concrezioni sfidano la legge di gravità: i cristalli si accrescono in tutte le direzioni dello spazio.

(Frank Zappa, Oltre il Colle –BG- Fotografia G. Pannuzzo, Archivio G.S.B. le Nottole)

 

 

Pisoliti o "perle di grotta": alcune di queste concrezioni hanno forma perfettamente sferica.

(Abisso la Dolce Vita, Oltre il Colle –BG- Fotografia G. Pannuzzo, Archivio G.S.B. le Nottole)

 

 

Una concrezione a velo: lo speleologo, con la fiammella sul casco, si trova dietro la concrezione che risulta quindi trasparente.

(Buco Cattivo, Ancona – Fotografia M. Gerosa, Archivio G.S.B. le Nottole)

 

 

Un'ampia vaschetta di grotta.

(Grotta Gournier, Choranche, Francia – Fotografia M. Gerosa, Archivio G.S.B. le Nottole)

 

 

In primo e secondo piano alcune stalagmiti bianchissime.

(Grotta Gournier, Choranche, Francia – Fotografia M. Gerosa, Archivio G.S.B. le Nottole)