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Da
quel momento le scoperte si sono succedute, sempre più frequenti
ed eclatanti, fino ai nostri giorni, facendo dell’Arera il
massiccio carsico più ricco di grandi abissi della Lombardia
orientale.
L’interesse
dei sistemi scoperti sta nelle dimensioni complessive, nella
quantità e nel valore estetico di alcuni degli ambienti.
Visti
i risultati, di grande rilevanza a livello provinciale e
regionale, questa campagna di ricerca viene portata avanti senza
interruzioni con l’aiuto di altre associazioni speleologiche e
continua a fruttare il ritrovamento di ulteriori prosecuzioni e
cavità inesplorate, per un totale di oltre
12.000 metri di nuovi ambienti.
Questi
si aggiungono alle grotte e alle diramazioni già note, arrivando
a un complessivo di circa 13.500
metri di sviluppo sotterraneo conosciuto tra le grotte
dell’Arera.
Tra
cavità totalmente o parzialmente nuove (una trentina) ed altre già
indagate in passato, si è raggiunta una cifra superiore alle 60
unità censite sul Monte Arera, escludendo numerosissime
cavità secondarie.
Le
attività effettuate vengono documentate con descrizioni
morfologiche, rilievi topografici, riprese video e fotografiche,
consentendo così la presentazione dei dati raccolti in occasione
di vari incontri nazionali e la loro pubblicazione in diverse
sedi. In totale, dal
1995 ad oggi (primavera 2009), il gruppo di lavoro
coordinato dal G.S.B. Le Nottole ha effettuato in Arera quasi 800
uscite speleologiche, comprese le ricerche esterne.
Nel
frattempo, anche altri progetti di ricerca hanno operato nel
massiccio, principalmente alle quote superiori, ottenendo
interessanti risultati che arricchiscono ulteriormente il quadro.
In
mancanza di riscontri oggettivi, che solo un tracciamento chimico
potrebbe dare, si ipotizza che l’acqua di tutta
quest’importante area carsica vada ad alimentare la sorgente
Nossana, attraversando sottoterra il massiccio montuoso che
separa esternamente il bacino della Valle Brembana da quello della
Valle Seriana, per una distanza in linea d’aria di circa 8
chilometri.
L’ambizione
degli speleologi sarebbe quella di riuscire a seguire, almeno in
parte, lo stesso incredibile percorso sotterraneo. Questo
ipotetico risultato, di notevole prestigio, presuppone anni di
fatica ed impegno, oltre ad una serie di fortunate condizioni
geostrutturali.
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