LE MURA VENETE E GLI APPARATI DIFENSIVI

 

Le mura che cingono Città Alta sono fra le più importanti testimonianze dell'architettura militare veneta della fine del XVI secolo.

Costruite secondo il volere della Serenissima Repubblica di Venezia fra il 1561 ed il 1588 a solo scopo difensivo, dovevano comunque trasmettere un 'immagine di forza della Serenissima stessa.

La costruzione adottata sfruttava le nuove teorie del "fronte bastionato", cioè forme particolari assunte dalla muraglia per meglio resistere all'attacco delle armi da fuoco e per dare la possibilità ai difensori di raggiungere e quindi coprire, con il tiro d'artiglieria, tutte le parti della fortificazione.

Lungo il tracciato delle mura, in posizione spesso nascosta al tiro nemico, esistevano alcune cannoniere coperte, o in "casamatta", ed alcune a cielo aperto che permettevano l'alloggiamento dell'artiglieria e delle munizioni utili alla difesa della città.

Secondo la ricostruzione proposta nel volume “Le Mura di Bergamo”, edito dall’Azienda Autonoma di Turismo nel 1977, si contavano 17 cannoniere in casamatta e 25 a cielo aperto ma non è semplice stabilirne il numero preciso in quanto, nel corso dei secoli, sono state moltissime le modifiche effettuate lungo il perimetro delle mura e gran parte delle cannoniere sono state murate e si ritrovano invase di terra di riporto, derivante soprattutto dallo sgombero dei terrapieni esistenti sul bordo superiore delle mura all’epoca veneta o da demolizioni effettuate per risanamento in Città Alta durante il 1800.

Parte delle bocche cannoniere sono state chiuse anche per evitare l'ingresso dei contrabbandieri in Città Alta, quando la fortificazione veneta rappresentava cinta daziaria.

 

Clicca sulla mappa per maggiori informazioni su alcune cannoniere e sortite:

 

 

 

 

 

 

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